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Posts Tagged ‘appunti’

Balcanews è un blog giornalistico. I post che ospita sono articoli, non pensieri in libertà. È sempre stato così, e credo proprio che sarà sempre così. Per una volta, però, vorrei condividere con chi legge riflessioni un pò più private. Gli appunti che seguono sono il frutto di un viaggio fatto in ex Jugoslavia nell’estate del 2007. Le frasi che contengono sono state scritte là, sono state ispirate dai Balcani. E forse, in qualche modo, ne parlano anche un pò.

Lo scemo del villaggio, pur deriso da tutti, all’interno del paese aveva un proprio ruolo sociale, aveva una funzione, era un personaggio nella recita collettiva del villaggio stesso, a volte era perfino coccolato – a ogni modo, era parte di un tutto. Nelle metropoli gli “scemi del villaggio” sono semplicemente degli emarginati, degli attori incapaci esclusi dalla recita globale: i rifiuti di una società in cui ognuno ha il proprio spettacolo personale fatto di personaggi accuratamente selezionati. Una società in cui i palcoscenici comuni, collettivi, sono sempre di meno.

Dove finiscono i pellegrinaggi della memoria e inizia il turismo della sofferenza? Quand’è che viaggiare per vedere il dolore degli altri, per toccarne con mano le tragedie e conoscerle e capirle meglio, diventa semplicemente un atto di “guardonismo”?

Perché è giusto che la vita continui dopo la morte di una persona cara? Perché così va il mondo… I vivi sono chiamati a dimostrare che vale la pena stare sulla terra, a cercare di andare avanti perché chi ci ama non vorrebbe mai vederci immobili e ripiegati nel dolore… Perché se ci fermiamo anche noi, è come se la morte avesse vinto una volta di più… Andare avanti, tornare ad agire, tornare a sorridere dopo la morte di una persona cara non significa dimenticare chi se ne è andato; è portando il suo ricordo nel cuore che ci faremo forza e combatteremo affinché anche dalla sua morte possa nascere nuova vita. La vita va avanti in chi rimane e porta nel cuore il ricordo e il dolore; costui, scegliendo di continuare a vivere, mantiene in vita anche ciò che della persona scomparsa è presente dentro di lui. Ciò che quella persona gli ha lasciato vive nelle sue azioni, nei suoi pensieri, nei suoi sentimenti.

Io non so se Dio esiste o no, ma anche se fosse solo una creazione dell’uomo, è bellissimo che tante persone nel mondo siano unite dal credere in qualcosa, dallo sperare forse un po’ infantile che lassù ci sia qualcuno ad ascoltarci e a proteggerci. La religione risponde anche al bisogno innato dell’uomo di avere sempre qualcuno pronto a confortarci con un caldo abbraccio ed un silenzio comprensivo, ed in questo senso è profondamente umana.

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Vi piacerebbe vincere 56 automobili e quattro appartamenti partecipando ad un quiz televisivo? In Serbia una banda di truffatori ci è riuscita. I 14 imbroglioni, arrestati pochi giorni fa dalla polizia, truccavano sistematicamente il gioco “La nostra auto al nostro telespettatore” grazie a una sofisticata applicazione informatica. A insospettirsi è stata la Lotteria nazionale, tra gli organizzatori della trasmissione in onda ogni sera sulla tv pubblica nazionale Rts.

Per aggiudicarsi la macchina o l’abitazione in palio, il concorrente del programma deve inviare un’offerta via sms. Vince chi propone la cifra più bassa, ma a condizione che nessun altro partecipante metta a disposizione la stessa somma. In tal caso il premio va allo spettatore che indica l’importo immediatamente superiore (purché sia l’unico a farlo). Il capo della gang, ideatore di un software simile per una tv privata, era la chiave della frode. Grazie a lui i truffatori entravano nel server del gioco e riducevano le proprie offerte in modo che fossero sempre le più basse. A ritirare le vincite andavano ogni volta giovani diversi, pagati dai 100 ai 200 euro, per non destare sospetti. Un sistema quasi infallibile. Che però le forze dell’ordine serbe sono riuscite a sbaragliare.

Il logo della tv RTS (PTC in caratteri cirillici) che trasmette il programma oggetto della truffa

Era il 1990 quando Mike Bongiorno, durante una puntata di Telemike, scopriva una concorrente che leggeva le risposte alle domande sbirciando da degli appunti. La tecnologia ha aperto nuove possibilità a chi vuole imbrogliare: se avesse condotto “La nostra auto al nostro telespettatore”, nemmeno il grande Mike si sarebbe accorto di nulla. Al massimo si sarebbe visto piombare in studio la polizia. E immaginare la sua reazione fa sorridere più del sostanzioso bottino arraffato dalla banda balcanica.

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