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La rimozione del monumento a Presevo, nel sud della Serbia (forum.net.hr)

La rimozione del monumento a Presevo, nel sud della Serbia, a 350 km da Belgrado (forum.net.hr)

Era stato posizionato a novembre, e oggi la polizia serba l’ha rimosso. Siamo a Presevo, cittadina vicina al confine kosovaro, e parliamo di un monumento che onorava 27 guerriglieri albanesi uccisi dalle forze governative una decina di anni fa. L’azione dei militari di Belgrado è avvenuta nell’apparente indifferenza della popolazione, in un momento in cui i rapporti con Pristina sono ancora difficili.

L’Esercito di Liberazione di Presevo, Medveda e Bujanovac (altre località serbe vicine alla frontiera) condusse una serie di attacchi contro poliziotti, soldati e civili serbi tra 2000 e 2001. Voleva l’annessione della zona al Kosovo, che solo nel 2008 si sarebbe auto-dichiarato indipendente. Il gruppo combattente, definito da Belgrado “organizzazione terrorista”, interruppe le sue azioni dopo un negoziato mediato dalla Nato. A rimuovere il monumento sono arrivati 200 poliziotti, in una città che conta poche decine di migliaia di abitanti. “Nessuno è più forte dello Stato”, ha detto con enfasi il primo ministro Dacic.

Questa vicenda, forse piccola, magari – speriamo – senza conseguenze negative in termini di tensione tra etnie nella popolazione locale, si inserisce in un contesto in cui l’Europa si aspetta passi avanti nel dialogo tra Serbia e Kosovo. Da marzo 2012 Belgrado è ufficialmente candidata a entrare nell’Unione. Pristina è un gradino più in basso, in quanto “candidata potenziale”. Per entrambe risolvere le controversie è molto importante, se si vuole avanzare verso Bruxelles. Secondo gli ultimi sondaggi i cittadini serbi continuano a preferire il “no” all’indipendenza del Kosovo all’ingresso di Belgrado nella Ue. Nei prossimi mesi i politici che li rappresentano dovranno decidere se sposare in pieno questa linea, e accettarne gli effetti sul piano dei rapporti internazionali.

FONTI: Ansa, Repubblica, UPI.com, Osservatorio Balcani e Caucaso

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