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L'isola di Pago (foto Wolfgang Wildner, http://bit.ly/1o0kLtT)

Isola di Pago (foto Wolfgang Wildner, http://bit.ly/1o0kLtT)

Un’ora di macchina più a sud c’è Zara, bella città costiera molto frequentata dai turisti. Quelli che visitano Pago, isola croata abitata da poche migliaia di persone, sembrano essere piuttosto scalmanati: per questo motivo il sindaco avrebbe deciso di approvare misure contro alcol e sesso in spiaggia, prendendo a modello nientemeno che Ibiza.

Il primo cittadino Ante Dabo ha visitato la famosa località spagnola, dove – assicura – “tutto fila liscio”, nonostante le orde di turisti che la affollano ogni anno. Poi ha stilato un nuovo regolamento che prevede multe da 100 a 150 euro, denunciando “le frequenti scene di giovani ubriachi che vagano seminudi per le strade del centro”. Si parla anche di risse e vere e proprie orge, che avrebbero allontanato famiglie e amanti della natura.

Il Comune ha addirittura pagato “tecnici britannici” per elaborare progetti di contenimento del suono prodotto dalle discoteche. Il piano del sindaco dovrebbe portare anche lavoro, con 15 vigilantes assunti ad hoc per sanzionare i comportamenti molesti. Sull’isola sono comparsi cartelli in cinque lingue per spiegare le nuove regole.

Pare che gli operatori turistici locali siano d’accordo, ma viene da chiedersi se la stretta in corso porterà danni o vantaggi economici. Quanti viaggiatori in cerca di trasgressione si sposteranno altrove? Quanti di quelli che desiderano tranquillità si faranno convincere dalla svolta proibizionista?  Un obiettivo potrebbe essere già stato raggiunto: far conoscere Pago a persone che non ne avevano mai sentito parlare. Il primo passo per conquistare nuovi turisti.

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Tra gennaio e agosto il numero di multe legate ai pedaggi sloveni è sceso di circa il 15% (foto Chriszwolle, http://bit.ly/1kea6Vb)

Tra gennaio e agosto il numero di multe legate ai pedaggi sloveni è sceso del 15% rispetto allo stesso periodo 2012 (foto Chriszwolle, http://bit.ly/1kea6Vb)

Non sempre le vignette fanno ridere. A volte fanno arrabbiare: è il caso della Slovenia, dove la parola che a noi fa venire in mente i fumetti si riferisce al ticket necessario per viaggiare in autostrada. Da gennaio scattano forti aumenti per le macchine e soprattutto per i mezzi commerciali. Facile immaginare che dietro ci sia la crisi economica, che ha colpito duramente il Paese.

La vignetta può essere settimanale, mensile, semestrale o annua. In quest’ultimo caso gli automobilisti pagheranno 110 euro contro i 95 attuali. La novità più pesante riguarda i veicoli commerciali leggeri: il pedaggio raddoppia passando a 220 euro. Per le macchine non cambiano i costi dei bollini mensili (30) e settimanali (15); per le moto salgono leggermente quelli annuali e semestrali.

Secondo il quotidiano di Lubiana Dnevnik le autostrade slovene si apprestano a diventare le più care d’Europa per camion e simili. I rincari potrebbero spiegarsi anche con lo scarso funzionamento dei controlli elettronici al casello, che devono verificare se sul vetro del mezzo c’è la vignetta (e che non sia scaduta). Chi fa il furbo rischia una multa di 300 euro. A gestire tutto è la società pubblica Dars, che stimerebbe di incassare diverse decine di milioni in più grazie agli aumenti.

Il ticket è richiesto sia a chi vive in Slovenia che a chi arriva dall’estero. Il sistema è entrato in vigore nel 2008, causando proteste dalla Croazia, legate al timore che il pedaggio avrebbe spaventato i turisti. Ora però anche Zagabria starebbe pensando di introdurre le vignette. Cinque anni fa la crisi non c’era. Adesso sì, e anche nei Balcani si sente.

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