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Posts Tagged ‘polonia’

Un manifesto turistico che pubblicizza la Polonia ironizzando sui timori di un'invasione di lavoratori dell'est nell'Europa occidentale (alessiagizzi.wordpress.com)

“Io resto in Polonia. Venite numerosi/e…”(alessiagizzi.wordpress.com)

Una volta lo spauracchio era l’idraulico polacco. Era il simbolo della temuta invasione di lavoratori dall’est all’ovest dell’Europa, che si sarebbero fatti pagare meno e avrebbero “ucciso” i colleghi dei Paesi occidentali. Oggi il nordest italiano teme i transfrontalieri croati: il 1° luglio Zagabria entra nell’Unione, e il presidente veneto (leghista) Zaia paventa l’arrivo di orde in cerca di occupazione.

Verrebbe da chiedersi quale lavoro potrebbero sperare di trovare i croati nell’Italia in crisi, e forse se l’è domandato una collega e vicina di Zaia, la neo-presidente friulana Serracchiani: le sue paure sono opposte, perché teme che le aziende della regione siano più invogliate a delocalizzare nei Balcani. Il futuro dirà con certezza chi ha ragione: di certo al momento sono circa 15mila i lavoratori che ogni giorno entrano nel nostro Paese dalla Slovenia e dalla Croazia.

Per evitare che aumentino, il presidente veneto parla di “contingentamento della forza lavoro”, e cioè di vincoli alla libertà di circolazione della manodopera per salvaguardare gli italiani. “Non fatelo, vi garantiamo che Zagabria sta facendo di tutto per trattenere i suoi lavoratori”, hanno detto stamattina due dirigenti sindacali croati in una manifestazione al confine italo-sloveno, rassicurando sul fatto che non ci sarà nessuna invasione.

C’è chi ha paura degli stranieri in arrivo, chi ha paura degli (imprenditori) italiani in partenza, e chi non sembra aver paura per niente: oggi alla frontiera c’erano anche Cgil, Cisl e Uil, che hanno stappato spumante per festeggiare l’ingresso della Croazia nell’Unione. La loro richiesta: regolarizzare i transfrontalieri attualmente assunti in nero. In attesa di decidere su eventuali norme per limitare ingressi o uscite, meglio far rispettare le leggi che ci sono già.

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Khaled El-Masri è stato arrestato illegalmente, detenuto e torturato nel 2004 (humanrights.ie)

Khaled El-Masri è stato arrestato illegalmente, detenuto e torturato nel 2004 (humanrights.ie)

Una sentenza storica. Amnesty International definisce così la decisione della Corte europea dei diritti umani, che ha condannato la Macedonia per aver arrestato illegalmente, fatto sparire e maltrattato un cittadino tedesco di origine libanese. Il contesto è quello delle cosiddette “rendition”: operazioni di cattura e deportazione illegale di un sospetto terrorista. Tra i protagonisti c’è la Cia, come nel caso italiano dell’imam Abu Omar: il verdetto della Corte è importante anche per questo, perché altri Stati hanno fatto ciò di cui il Paese balcanico è ritenuto colpevole.

Khaled El-Masri viene arrestato dalle autorità macedoni il 31 dicembre 2003. Viene messo in isolamento, interrogato e maltrattato, poi – il 23 gennaio 2004 – viene consegnato alla Cia. I servizi segreti statunitensi lo portano in Afghanistan, in un centro segreto di detenzione, dove resta quattro mesi. Viene torturato, senza essere mai ufficialmente accusato di nulla. Il 28 maggio 2004 è trasferito in Albania, dove viene rilasciato. Il motivo lo spiega a fine 2005 un funzionario della Cia, parlando con il Washington Post: i servizi segreti statunitensi avevano sbagliato persona.

“Quello della Macedonia non è un caso isolato”, scrive Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia. Cita Polonia, Lituania, Romania, ma viene in mente anche il nostro Paese, e il sequestro Abu Omar. Anche l’imam fu rapito nel 2003, a Milano, da dieci agenti della Cia e un maresciallo dei Carabinieri. Fu trasferito in Egitto, suo Paese di origine, e detenuto illegalmente per 14 mesi. Ha raccontato di aver subìto torture. Il processo italiano sulla vicenda è ancora in corso. La speranza è che la sentenza europea possa aiutare a far luce su questo e altri casi.

FONTI: Corriere.it, Amnesty International

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Nemanja Vidic ha sbagliato il rigore che avrebbe potuto salvare la Serbia (pianetazzurro.it)

Tre squadre potrebbero andare agli Europei. Altre due al massimo li guarderanno in tv. È il (magro) bilancio delle Nazionali di calcio dell’area ex jugoslava dopo l’ultimo turno dei gironi di qualificazione a Polonia-Ucraina 2012. Slovenia e Serbia sono tagliate fuori; sognano ancora Croazia, Bosnia e Montenegro, che se la giocheranno agli spareggi.

SERBIA AMARA. Dopo aver pareggiato venerdì con un’Italia già qualificata, l’undici capitanato dall’interista Stankovic perde in casa della Slovenia, già matematicamente eliminata. Tutto si decide in due episodi. Prima Dare Vrsic, centrocampista dell’Olimpia Lubiana, segna con una punizione rocambolesca da metà campo. Poi Nemanja Vidic, capitano del Manchester United, si fa parare un rigore dal portiere dell’Udinese Handanovic. L’1-0 è inutile per gli sloveni e catastrofico per i serbi, fuori dagli Europei dopo l’uscita al primo turno dal Mondiale sudafricano. La delusione si fa sentire: a fine gara i “pilastri” Stankovic e Vidic annunciano di voler lasciare la Nazionale.

GRIDO STROZZATO. È quello del ct bosniaco Safet Susic, bomber del Paris Saint-Germain e della selezione jugoslava negli anni ’80. La sua squadra, che nella storia non è mai arrivata né a un Mondiale né a un Europeo, passa in vantaggio a Parigi contro la Francia. Un bellissimo gol di Edin Dzeko (7 reti in 8 partite in questo avvio di stagione col Manchester City) porta la Bosnia al primo posto, quello che vale la qualificazione diretta. L’urlo di Susic si spegne al 78’: Samir Nasri, compagno di squadra di Dzeko in Inghilterra, conquista e realizza un rigore molto dubbio, assicurando ai transalpini il biglietto per Euro 2012. I ragazzi di Sarajevo cercheranno fortuna agli spareggi, come è accaduto per i Mondiali 2010, quando si sono dovuti arrendere al Portogallo. Una cosa è certa: il calcio bosniaco è in grande crescita.

BELLE SPERANZE. Le hanno Croazia e Montenegro, seconde nei rispettivi gironi e dunque qualificate agli spareggi. Anche per Zagabria c’è un pò di rimpianto: gli uomini di Slaven Bilic (bronzo da difensore ai Mondiali del ’98) battono 2-0 la Lettonia e sono al primo posto fino a dieci minuti dalla fine, ovvero finché la Grecia sta perdendo in Georgia. Due gol degli ellenici fanno ammutolire i croati, che pagano le sconfitte subite proprio in Georgia e in Grecia. Più tranquilla la serata dei montenegrini: la squadra degli “italiani” Vucinic e Jovetic aveva già ottenuto l’accesso agli spareggi, grazie anche a due stupefacenti pareggi contro l’Inghilterra di Fabio Capello. La sconfitta in Svizzera (2-0) non cambia le carte in tavola.

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